Salto nel vuoto

L’aria infuocata del pomeriggio estivo scottava le guance del ragazzo.
Si riscosse, lasciando spaziare lo sguardo sul panorama, per tornare a perdersi nei suoi pensieri.
La famiglia alla deriva, la scuola messa sempre peggio, il licenziamento dal lavoro, il gruppo sciolto, nulla di quello che faceva stava andando bene in un qualche modo. Nulla.
Senza contare Melanie che aveva iniziato con le sue solite stronzate “Non sei quello giusto, mi sento oppressa da te, dal tuo modo di fare. Sei ossessivo!”
Solo perché le chiedeva di informarlo su cosa facesse quando non erano insieme. Era normale. No?

Semplicemente, non lo capivano.
Non capivano di cosa avesse bisogno, cosa gli piacesse fare, cosa lo faceva star bene.
Spesso le tre cose coincidevano.
Aveva bisogno che lo lasciassero in pace, da solo, così da avere il tempo per organizzarsi, scegliere l’opzione migliore, di progettare ogni singolo dettaglio.
E invece tutti se ne uscivano sempre all’ultimo con una nuova idea, una nuova proposta, sconvolgendo tutti i suoi piani e rimettendolo in discussione.
Il tutto per cosa? Per arrivare a 17 anni e nessuna idea su cosa fare delle sua vita.
Voleva andarsene, ma lo spaventavano gli imprevisti.
Voleva conoscere gente nuova, ma gli sarebbero mancati i suoi amici, per quanto ottusi fossero.
Voleva lasciare quella piattola di Melanie, ma era terrorizzato dalla solitudine.
Voleva cambiare mondo e cambiare il mondo, ma aveva paura della sconfitta.

Deluso e quasi schifato da se stesso, si sporse un altro po’ dal parapetto.
Il fiume sotto di lui scintillava, minaccioso e invitante. Sulla riva, una folla di gente guardava verso l’alto, verso di lui, incapace di distogliere lo sguardo. Aveva preso una decisione, era lì.
Non poteva deluderli.
The show must go on.
Prese un respiro profondo, mandò un bacio al sole, e saltò.
Non appena perse il contatto col suolo, tutti i suoi pensieri si annullarono.
C’era solo il suo corpo, libero nell’aria, senza il peso di quegli odiati chili di troppo, il vuoto attorno a lui, la brezza fresca che raffreddava la pelle arsa mentre il giovane precipitava.
Per quei pochi minuti, mentre tutti i problemi si dissolvevano, gli vennero in mente tutte le cose che meritavano una vita.
Il suo futuro da solista, una quotidianità che andava ripulita e regolata sulle sue frequenze.
Era possibile, era fattibile.
Non aveva nulla da perdere, se non quello che lo aveva portato fin lì.
Un sospiro gli si fermò in gola.
Forse la vita valeva la pena di esser vissuta, in fondo. Fino in fondo.

Non appena sfiorò l’acqua, la corda si tese.
L’impatto gli mozzò il fiato, mentre l’imbragatura gli segava le spalle.
Si ritrovò a volare nuovamente, verso l’alto, tra le grida esultanti della folla.
Giunto al culmine, la corda elastica schioccò.
Fece un cenno ai suoi compagni di squadra, che lo recuperarono dopo qualche sballottamento.
Una volta tornato con i piedi sul ponte, si sentì un ragazzo nuovo.
Salutò in fretta e corse fino a casa.
Aveva una vita da riordinare. Iniziava quel giorno e non ci sarebbe più stato ritorno.

L’idea di questo pezzo mi è venuta questa mattina andando a scuola. Ho pensato a quante volte mi guardo intorno e non sono soddisfatta di ciò che vedo, ma non faccio niente per migliorare qualcosa. Piccoli dettagli o particolari che però guastano e l’umore e che devono esser sanati da subito.
Certo, è più facile far passare tutto, far finta di niente, come se tutto seguisse il suo corso ordinario. Il fatto è che poi i problemi e gli scontenti si accumulano e incombono come mostri sulla nostra mente.
Al che, le risposte non possono che essere radicali: chi riesce, fugge e prova a ricominciare da un’altra parte; chi non riesce, soccombe. Molto più difficile è dare il giusto peso al momento a un evento e correggerlo fin da subito.
Mi è poi venuto spontaneo pensare a quanta gente, giovane o meno, arrivati a un punto di stress davvero elevato, prende e molla tutto. Credo che in realtà basti fare qualcosa che ci piaccia, che ci dia quell’attimo di respiro per ritrovare le forze e tornare a combattere. Come il bungee jumping per questo ragazzo. Prendersi cura di se stessi per un giorno.
E voi? Cosa avete fatto oggi per voi stessi?

Giulia

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2 risposte a Salto nel vuoto

  1. mriok ha detto:

    🙂 finalmente l’hai pubblicato! Spero di poter leggere presto anche il tuo racconto “Cieli e Nuvole”…hai cominciato a leggere 1984?

  2. Anonimo ha detto:

    “Cieli e nuvole” è in via di ultimatum.. E sì l’ho iniziato a leggere. Abbastanza inquietante!

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